Monday, March 13, 2006

ALLARME ITX

ALLARME ITX: L'INCHIOSTRO PER LA STAMPA DEI TETRA BRIK ENTRA IN CONTATTO CON GLI ALIMENTI A CAUSA DEL COSIDDETTO "EFFETTO BOBINA". PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONTATTARE TELEFONO ANTIPLAGIO 338.8385999 www.antiplagio.org/itx.htm
Il materiale utilizzato per il confezionamento del latte è prodotto in grandi rulli. La sostanza utilizzata per fissare l’inchiostro delle etichette esterne, attraverso l’arrotolamento avrebbe contaminato la parte interna della confezione destinata a contenere il liquido.
1. In data 30 agosto 2005, l’ARPA della regione Marche ha notificato alla Società NESTLE’ ed alle A.S.L. della medesima regione d’Italia che in alcuni latti per l’alimentazione dell’infanzia, confezionati in tetrapak, risultava contenuto in dosi variabili un polimero utilizzato nei processi di stampa delle confezioni, denominato ISOPROPYL THIOXANTONE (ITX).
2. In data 08 settembre 2005, il dossier relativo alle analisi condotte dall’ARPA delle Marche è pervenuto al Ministero della Salute per i provvedimenti del caso, i quali non sono stati presi immediatamente perché le informazioni circa la tossicità della sostanza sono assai scarse, per cui non viene rispettato l’art. 50 del regolamento CE 172/02.
3. Non viene altresì rispettato l’art. 7 del predetto regolamento relativo ai principi di precauzione, da applicarsi in caso di incertezza sul piano scientifico per tutelare la salute pubblica, in attesa di adeguate valutazioni del rischio.
4. Il regolamento 172/02 richiede che per determinare se un alimento sia dannoso per la salute, occorre prendere in considerazione: a) non soltanto i probabili effetti immediati e/o a breve termine e/o a lungo termine dell’alimento sulla salute della persona che lo consuma, ma anche su quella dei discendenti; b) i probabili effetti tossici cumulativi di un alimento; c) la particolare sensibilità, sotto il profilo della salute, di una specifica categoria di consumatori, nel caso in cui l’alimento sia destinata ad essa. Se le informazioni sono insufficienti ai fini di determinare gli effetti di cui alle lettere b) e c), il maggior peso nella decisione dipende dalla categoria specifica di consumatore alla quale è destinato l’alimento. Di fronte ad un probabile rischio si finisce per considerare la scelta più cautelativa. Tradotto in diritto comunitario, significa rifarsi al principio di precauzione che è stato disatteso.
5. La tetrapak dichiara la propria consapevolezza solo di recente, perché le tecniche di analisi per rilevare la presenza dell’ITX sono state messe a disposizione da poco. La procedura analitica utilizzata dall’ARPA, invece, risale al 1990 ed è stata validata dall’Istituto Superiore di Sanità per la determinazione degli idrocarburi aromatici policiclici.
6. L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) dichiara tempestivamente la tossicità né acuta e né a lungo termine, con parere definitivo, già il 12.12.2005. La sperimentazione è stata effettuata su cavie di laboratorio, le quali sono state sottoposte ad esame autoptico a distanza di 24 ore dalla somministrazione di ITX. Le cavie non avrebbero dimostrato anomalie. La stessa EFSA ha, però, affermato, che il breve lasso di tempo intercorso tra la somministrazione e l’esame dei tessuti delle cavie potrebbe non aver consentito l’insorgenza di eventuali effetti. L’EFSA si è espressa in maniera analoga anche su un’altra sostanza utilizzata nella stampa, l’ethylhexyldimetithylaminobenzoato (EHDAB), che è stata riscontrata in prodotti liquidi confezionati in cartoni, quali il latte, ma a livelli più bassi.
7. E' stato violato l’art. 32 della Carta Costituzionale.
8. E' stata violata la legge 281/98.
9. Esiste una ricerca cinese che dimostra che l'ITX è GENOTOSSICO e MUTAGENO. Tale ricerca è stata menzionata durante il Consiglio Nazionale della Lega Nord del 22.12.2005, in un comunicato stampa, alla presenza dell’esperto Alessandro Davoli.
10. Il prof. Enrico Malizia, tossicologo di fama mondiale, già Direttore del Centro Antiveleni presso l’Università LA SAPIENZA di Roma, sostiene che l’ITX può essere nocivo per l’apparato gastroenterico e per il fegato; ha peraltro dichiarato, durante la trasmissione televisiva “MI MANDA RAI TRE” (novembre 2005), che l’effetto immediato alle concentrazioni ritrovate potrebbe essere l’insorgenza dei fenomeni allergici soprattutto nei bambini.
11. Un altro studioso sostiene (http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=47991) che l’ITX appartiene alla classe dei THIOXANTENI derivati, da sempre noti come neurolettici, e fa parte di medicinali broncodilatatori vasodilatatori delle coronarie e, a livello sperimentale, per la terapia genica. Gli studi hanno evidenziato rischi per morte cardiaca improvvisa, oltre che per ischemia cerebrale e cardiaca; negli ultimi 50 anni sono stati compiuti studi sul THIOXANTONE, sia in campo ambientale, riguardo l’inquinamento da residui di inchiostro, sia in campo medico, a proposito di effetti collaterali dei farmaci, ed è risultato mutageno e cancerogeno; nel 1955 fu usato per i famosi esperimenti sulla DROSOPHILA MELANOGASTER dal Prof. H.Luers (http://redacon.radionova.it/index2.php?/leggi_news.php?id=1737&origin=H&ogg=notizie).
12. L’EPA (Enviromental Protection Agency - Usa) ha classificato l’ITX con lo stesso indice con cui sono state classificate sostanze come l’ammoniaca e il vinil-benzene. Il rapporto è intitolato FLEXOGRAPHIC INK OPTIONS: A CLEANER TECNOLOGIES SUBSTITUTES ASSESSMENT. Nell’appendice 3-B, dedicata ai rischi, intitolata HUMAN HEALTH AND ECOLOGICAL HAZARD RESULTS, è riportata una tabella in cui vengono valutati i rischi associati a vari composti, tra cui il 4-ISOPROPYL THIOXANTHONE. Il valore cronico più basso riportato è di 3 microgrammi per litro e l’indice di rischio è classificato con la lettera H (HIGH, cioè alto). Per il 2-ISOPROPHYL THIOXANTHONE, il valore cronico più basso è 40 microgrammi per litro.
13. La scheda tecnica dell’ITX dice: “in seguito ad indigestione, non indurre il vomito, sciacquare la bocca con acqua se il soggetto è cosciente e chiamare un medico. Evitare l’inalazione, evitare il contatto con gli occhi, evitare di sollevare la polvere. Aerare la zona e lavare l’area contaminata.
14. La rivista PESTICIDE AND TOXIC CHEMICAL NEWS riporta il caso di intossicazione di operai che usavano l’ITX già nel 1999 e che comportò fotosensibilizzazione con arrossamenti e irritazioni della pelle. La FIRST CHEMICAL ha cambiato le istruzioni d’uso per gli operatori, raccomandando equipaggiamento protettivo che includa guanti in PVC, occhiali protettivi, abiti resistenti ad agenti chimici e stivali.
15. Il gruppo isopropilico legato al THIOXANTHONE conferisce alla molecola una elevata liposolubilità, per cui l’accumulo nei tessuti umani è veramente preoccupante.
16. Farmaci derivati del THIOXANTHONE, come il CLOPENTIXOLO e il ZUCLOPENTIXOLO, hanno effetti collaterali noti e sono vietati sia in gravidanza, durante l'allattamento e per i bambini.
17. La NESTLE’, contattata telefonicamente da un privato cittadino, ha affermato: “Si è riscontrata la presenza nel latte, di una sostanza presente nella scritta esterna del tetrapak”. Domanda: “Ma solo in quei lotti?”. Risposta: “Non lo sappiamo. I test sono stati effettuati a campione”. Domanda: “Ma se è la scritta che ha ceduto l’inchiostro, allora è un problema del tetrapak?”. Risposta: “Beh, sembrerebbe proprio di sì!”. Domanda: “E quindi, perché non ritirate gli altri lotti?”. Risposta: “Bisogna prima effettuare controlli”. Domanda: “Ma perché non mettete il latte in bottiglie di vetro?”. Risposta: “Sarebbe troppo costoso”. Domanda: “Come mai, quando i tetrapak sono stati autorizzati per il contenimento del latte, i test sono risultati tutti negativi?”. Risposta: “Il tetrapak è stato autorizzato testandovi solo l’acqua. La sostanza in questione, invece, è particolarmente liposolubile per cui il tetrapak ha fallito”.
18. Chi ha effettuato i test per l’autorizzazione all’ammissione in commercio del tetrapak, non si è posto il problema che una cosa è contenere l’acqua e altro è contenere latte, sughi, vini, succhi di frutta, derivati del latte ecc...?
19. "Diversamente da molte altre sostanze che vengono in contatto con gli alimenti, gli inchiostri per le stampe e le sostanze da essi derivate non sono ancora regolamentati da norme a livello europeo. Inoltre, per molti di questi inchiostri non sono nemmeno disponibili dati che possano permettere una valutazione di sicurezza. A tutto questo si aggiunge anche il fatto che non esistono ancora delle tecnologie per prevenire la migrazione di queste sostanze negli alimenti. Al momento la sostanza proveniente da questi inchiostri di cui si hanno maggiori informazioni sulla tossicità è il fotoiniziatore ITX; se si escludono studi limitati sulla mutagenicità, tuttavia, anche in questo caso i dati sono insufficienti per valutare il rischio". Sono queste le conclusioni di un incontro straordinario del Comitato sulle Plastiche dell'Istituto di Valutazione del Rischio Tedesco (BfR) che si è tenuto a Berlino a fine 2005 ed ha ospitato diversi rappresentanti dell'industria degli inchiostri per le stampe. In questo incontro sono state sollevate diverse questioni di sicurezza sanitaria, legate soprattutto alle più di 1000 sostanze utilizzate nelle stampe delle confezioni dei prodotti alimentari, tra cui l'ormai ben noto isopeopil tioxantone (ITX), trovato recentemente nei cartoni delle bevande (latte). Il comitato ha anche cercato di stabilire se questi composti sono in grado di migrare e ha definito che, in caso affermativo, il limite a cui possono migrare negli alimenti, dipende dalla composizione dell'inchiostro da stampa, dell'alimento e del materiale da imballaggio. Può sorprendere che sostanze così presenti negli imballaggi non siano regolamentate e che si sappia così poco dei rischi relativi. Il settore dei materiali a contatto purtroppo è estremamente complesso e poco regolato. Non vi è dubbio che la situazione debba cambiare e anche rapidamente. Per chi investe risorse ingenti in imballaggi è opportuno richiedere informazioni e garanzie dal produttore.
20. Da tutto questo si evince chiaramente che, per anni, coloro che hanno usato prodotti in tetrapak hanno “assunto ITX e EHDAB” senza esserne a conoscenza. Inoltre, ANCHE IL LATTE MATERNO, CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE L’ALIMENTO PIU’ SICURO, E’ STATO CONTAMINATO.
21. Nonostante ciò, recentemente sono stati segnalati nuovi sequestri di confezioni tetra pak di latte contaminato da itx (per esempio in Abruzzo, in Calabria, in Liguria), messe in vendita (Abruzzo) con etichette sovrapposte e la dicitura ''nuova confezione''; le confezioni di latte a rischio sono scomparse dalle farmacie, ma non in alcuni supermercati, perché solo le farmacie, essendo collegate in rete con l'autorità sanitaria, possono ritirare in poche ore un prodotto su tutto il territorio nazionale.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONTATTARE TELEFONO ANTIPLAGIO 338.8385999 www.antiplagio.org/itx.htm

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